L’architettura del tatuaggio

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L’architettura e il tatuaggio. L’architatouage, ensamble di dettagli architettonici e tavola di Lombroso (L’uomo criminale)

L’architettura del tatuaggio

Esiste un fortissimo legame tra l’architettura e il tatuaggio.

Architetto deriva dal greco ἀρχιτέκτων (pronuncia architéktōn), parola composta dai termini ἀρχή (árche) e τέκτων (técton) che significa  “primo artefice”.

Quando pensiamo a come imprimere segni permanenti sulla nostra pelle siamo architetti, ovvero artefici primi, del nostro corpo.

Il tatuaggio nasce da un progetto che affiora sulla pelle.

Se decidiamo di tatuarci stiamo ripensando il nostro corpo in funzione dei messaggi e dei simboli che desideriamo affiorino in superficie.

Noi modifichiamo il nostro corpo attraverso il tatuaggio nello stesso modo in cui modifichiamo l’ambiente in cui viviamo…

…per sentirci maggiormente a nostro agio e parte di un insieme unitario.
Il tatuatore come l’architetto ascolta le esigenze del committente o del cliente e si fa artefice di tali idee.

Tatuarsi non è più un gesto di ribellione ma appartiene a gran parte della nostra società, è diventato un gesto condiviso e paritario, si tatuano tanto uomini quanto donne:

è una forma artistica espressiva libera.

Per questo la possiamo annoverare tra le arti e i mestieri, come l’architetto il tatuatore è un demiugo, progetta, crea, realizza.